mercoledì 15 luglio 2015

I’ve got a family!!!


 


Ohana significa famiglia, e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato

Dal film “Lilo e Stitch”

















Ciao popolo!!

Ancora non ci posso credere!! Finalmente quest'orribile attesa snervante è finita!!
Poco fa mi è arrivata la mail con il mio abbinamento e il link con il fascicolo famiglia!!

Sono davvero felicissima e ancora non posso crederci, perché andrò in un posto veramente bellissimo!!

Lo stato è il Maryland, la città è Ellicott City e si trova nei sobborghi di Baltimora.

















La famiglia invece è una famiglia di italo-americani, che sembrano davvero molto carini e simpatici!! Ci sono i genitori -sono piuttosto giovani, hanno circa 46-47 anni-; tre figli- il più grande ha la mia età e quest’anno inizia il college quindi non sarà spesso a casa, poi ci sono le due sorelle che hanno rispettivamente 14 e 12 anni …e dalle foto e tutto sembrano davvero carinissime!! Poi entrambe sono coinvolte nel mondo della musica (cantano e suonano vari strumenti) e quindi meglio di così non mi poteva capitare!!-; e poi ci sono anche due cagnoloni bellissimi, sono due waterdog e sembrano davvero molto coccolosi!!



Davvero sono felicissima per tutto, per la città (che è vicino a Baltimora dove mio babbo è stato da giovane e quindi dove ha un sacco di amici e conoscenti), per la famiglia ( che sembra perfetta), per i fratelli e le sorelle che avrò (avevo il terrore di essere completamente sola!), anche per i cani (infatti so che Nuvola, la mia cucciolotta, mi mancherà un sacco!!)….c’è ancora non riesco a crederci che sia tutto vero, davvero!!

Ho già inviato una mail alla mia madre ospitante e ho già chiesto loro l’amicizia su facebook, spero di riuscire a sentirli presto (magari anche su skype!),
sono davvero megastrasuper gasatissima!! Con questa notizia so realizzando sempre di più che partirò per un anno, che me ne andrò via per davvero!!

A prestissimo,
Fennec Curioso


P.S.:
Se vi va di curiosare un po’ e scoprire qualcosa di più sulla città o sulla scuola dove andrò vi lascio i link che ho trovato cercando su Internet:
 


Ellicott City







 
 
 



















Questo è il logo della mia scuola, che ha come mascotte i vichinghi


domenica 12 luglio 2015

Waiting… (Rapporto con la scuola itaiana+Visto)


Ci sono quelli tra noi che sono sempre in procinto di vivere. Noi aspettiamo che le cose cambino, che ci sia più tempo, di essere meno stanchi, di avere una promozione, di sistemarci – di…, di…, di… Sembra sempre come se ci sia sempre un evento principale che deve accadere nella nostra vita prima di iniziare a vivere.

George Sheeha



 

Gli uomini non vivono, ma sono sempre in attesa di vivere: rimandano tutto al futuro.

Lucio Anneo Seneca





L’attesa è un incantesimo: io ho avuto l’ordine di non muovermi.
L’attesa di una telefonata si va intessendo di una rete di piccoli divieti, all’infinito, fino alla vergogna…
proibisco a me stesso di uscire dalla stanza, di andare al gabinetto, addirittura di telefonare (per non tenere occupato l’apparecchio):
per la stessa ragione io soffro se qualcuno mi telefona..


l’idea di dover uscire tra poco, correndo così il rischio di essere assente al momento dell’eventuale chiamata riconfortante, del ritorno della madre, mi tormenta.
Tutti questi diversivi sono dei momenti perduti per l’attesa, delle impurità d’angoscia, poiché, nella sua purezza, l’angoscia dell’attesa esige che io me ne stia seduto in una poltrona con il telefono a portata di mano.. senza far niente.


R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso






Ciao a tutti!! Come va? Vi state godendo l’estate?! Vi state divertendo?!
Io sì, un sacco, sto facendo un sacco di cose belle e interessanti. Ho riempito le mie vacanze estive con attività e progetti….per fortuna! Dico così perché più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto sia snervante e insopportabile quest’attesa. Il non sapere dove andrò, quando, in quale famiglia…è davvero orribile!
E la cosa più angosciante di tutte è che non posso fare nulla per velocizzare le cose, solo aspettare.

E cosa lo sto scrivendo a fare allora questo post? Per lamentarmi e farmi compiangere e compatire da voi! Ovviamente no, sto scherzando. L’ho scritto intanto per farvi sapere che sono ancora viva e poi perché qualcosa è successo in queste ultime settimane, qualche piccola comunicazione da Intercultura, e il viaggio a Firenze dal Console per il Visto… So let’s start!


·      Rapporto con la scuola italiana….
Allora questa cosa è successa già a metà maggio tipo, però non avevo avuto né il tempo né il post adatto per scriverla quindi ho deciso di farlo qui….Sostanzialmente mi è arrivata una busta a casa che conteneva (non il fascicolo famiglia come speravo!!) un libretto da consegnare alla scuola italiana (in particolare al tutor) con tutte le varie informazioni su come la scuola si deve comportare quando uno studente va all’estero. Io quindi non ho fatto altro che consegnarlo a scuola alla mia prof. e comunicato ad Intercultura il suo nome, indicandola come mio tutor.
Ma come funziona quindi il rapporto con la scuola italiana? Possono bocciarmi quando torno? Devo recuperare delle materie? Con chi parlo durante l’anno all’estero?

Siccome sono domande che mi sono posta anch’io un milione di volte prima di entrare a tuti gli effetti nel mondo di Intercultura, ho pensato che possano essere utili ad un futuro exchange student e quindi ho deciso di rispondere qui di seguito…

Questo fantomatico rapporto con la scuola italiana in realtà, se la scuola collabora ed è disponibile, è in realtà molto semplice. Infatti secondo lo statuto di Intercultura le scuole devono riammettere lo studente, una volta tornato dalla sua esperienza, nella stessa classe in cui era prima (stessi compagni e stessi prof.) e devono promuoverlo automaticamente se sta via un intero anno (lo studente deve però portare una serie di certificati e attestati che testimonino la sua effettiva partecipazione ad un programma scolastico di AFS). Poi però sta alla scuola decidere come farlo: alcune scuole prevedono unicamente un veloce discorso con il preside; altre fanno sottoporre lo studente a degli esami nelle materie più difficoltose che non ha potuto studiare quando era via o che sono fondamentali per la scuola che frequenta in Italia (per esempio greco, latino, fisica, matematica, filosofia, spagnolo, tedesco, ecc.). In ogni caso questi esami, solitamente orali, serviranno unicamente a valutare che crediti conferire allo studente e qual è il suo livello (cosa che, tra l’altro, serve molto anche allo studente stesso perché così si rende conto di quali materie deve recuperare: la maturità dobbiamo farla tutti, alla fine!!).
E poi durante tutto il percorso all’estero, lo studente è in contatto con uno dei suoi professori: il tutor (il mio ad esempio è la prof. d’inglese). Il tutor è una figura molto importante infatti tiene aggiornato lo studente sugli argomenti svolti a scuola e poi decide esattamente con lui quali sono le modalità di reinserimento a scuola e le materie di cui dovrà fare l’esame. Inoltre attraverso il tutor è possibile anche comunicare con altri prof della scola per scambiarsi vari materiali, ad esempio io invierò delle versioni di greco e latino da farmi correggere.
Come vedete quindi Intercultura è molto organizzata in tutti i campi che coinvolgono la tua esperienza, certo che, come ho accennato prima, ci vuole una certa apertura anche da parte della scuola: può capitare infatti che uno sia il primo di tutta la scuola a partire oppure che ci sia un preside o un prof particolarmente ostinati o attaccati alle loro idee , che quindi fanno di tutto per non farti partire, bersagliandoti con frecciatine riguardo alla valanga di cose che dovrai recuperare quando tornerai! Intercultura però, pur essendo questi casi non troppo frequenti, interviene anche in queste situazioni, infatti se ci sono problemi con la scuola bisogna parlarne prima con i volontari locali che proveranno a risolvere la questione incontrando o contattando la scuola (o il preside), e poi eventualmente (se proprio il problema persiste!) si può comunicare la cosa al centro nazionale.



·      Il Visto
Eccoci qua! Affrontiamo un altro argomento spesso oggetto di domande e incomprensioni…il visto. (Io come sempre parlerò di quella che è la mia esperienza personale e quindi non so com’è esattamente per chi farà programmi più corti o comunque di natura diversa da quello che farò io) Io devo avere per stare via un anno un visto per studenti, che quindi mi permette di soggiornare negli States e di frequentare una scuola lì.
Moduli compilati per la richiesta del Visto
 Anche in questo caso Intercultura è molto efficiente infatti invia tutti i moduli che devi compilare per fare richiesta per il visto (ti fanno una serie di domande…anche piuttosto assurde, tipo se hai intenzione di andare là ad uccidere il presidente o se sei un capo di una società di stampo terroristico!) e poi provvede a prendere un appuntamento per tutti quelli che devono partire per gli USA nel consolato americano più vicino (in Italia ce ne sono tre: uno a Milano, uno a Firenze e uno a Roma. 

 
 Qui sopra ecco alcune delle strane domande che c'erano nel modulo per la richiesta del Visto.

Biglietti del treno (alta velocità)
Quello di riferimento per l’Emilia-Romagna e quindi quello dove dovrò andare io è quello di Firenze!). Il mio appuntamento l’avevano fissato per venerdì 10 luglio alle 8.30. Siccome nessuno mi poteva portare in macchina ho deciso di andare in treno con la Freccia Rossa, solo che questo treno parte solo da Bologna.




Per questo motivo sono andata a Bologna col treno regionale giovedì e poi sono stata a casa di mia zia per la notte e il giorno dopo alle 5.45 ero in stazione per il treno verso Firenze!  

Stazione di Bologna, ora 5:45
Biglietti del treno regionale


Al binario ho incontrato anche delle altre ragazze del mio centro locale di Interultura e con loro ho poi fatto la strada dalla stazione al consolato…che era davvero un bell’edificio proprio sull’Arno! 
Indicazioni stradali per il consolato



Facciata del palazzo del Consolato

















Io e le mie amiche appoggiate sugli argini del fiume di fronte al consolato!
Al consolato ci aspettavano due volontarie che ci hanno chiesto i nomi e ci hanno messe in fila per entrare, dopo un’oretta circa hanno iniziato a farci entrare nel consolato a piccoli gruppetti (cinque/sei per volta) io sono entrata tipo nel secondo gruppo…per prima cosa un vigile fuori dall’edificio ti faceva svuotare le tasche dei pantaloni (nel caso ci fosse stato qualcosa dentro) e spegnere il cellulare, poi all’interno altri due poliziotti ti facevano passare sotto il metal detector e controllavano anche cosa avevi nello zaino/borsa e poi finalmente si entrava in una saletta lunga e stretta piena di sportelli (tipo quelli delle poste). 
Opuscoletto infomativo
Aspettavi un paio di minuti e poi una delle segretarie ti chiamava e tu ti avvicinavi ad uno degli sportelli, loro prendono il tuo passaporto (che ti ridaranno solo il giorno della partenza) e le tue impronte digitali, poi in un altro sportello devi fare una firma e alla fine arrivi all’ultimo sportello dove c’è il console (o il viceconsole, come nel mio caso) che ti prende di nuovo le impronte digitali ti fa un paio di domande tipo in che paese andrai o cose così ( a me ha solo detto “Ciao, buon viaggio”) e poi ti consegna il Visto (un foglio A4 con le tue informazioni anagrafiche e la firma del viceconsole) e un opuscoletto (con alcune informazioni sui diritti he avrai come italiano mentre sarai in america) . 

A quel punto sono uscita fuori e ho consegnato il foglio alle volontarie che me lo restituiranno solo a Roma il giorno della partenza. Poi ho guardato il telefono e…erano le 11.30!! In sostanza è una cosa che ti occupa solo poche ore e non è di nessuna difficoltà, è veramente una cosa molto tranquilla (è sicuramente seria, e bisogna comunque mantenere un certo comportamento e contegno, ma non richiede nessuna particolare abilità), è stata solo una sfacchinata per gli orari e il treno, ma per il resto è stato molto divertente! 
Anche perché usciti di lì siamo andate a fare un giro per Firenze e siamo tornate a casa solo nel pomeriggio!!

Piazza della Signoria, Firenze (scusate la foto orribile, ma l'ho fatta col cell!)


·      Altri moduli da leggere e firmare….
Sono poi arrivati negli ultimi giorni altri moduli da firmare…ma sono sempre le solite cose: altre liberatorie per partecipare agli sport scolastici, o altri moduli dove attesti che non fumerai durante il programma


o ancora la richiesta della pagella dell’anno appena concluso (infatti devi dimostrare di essere stato promosso o altrimenti di aver recuperato le materie in cui non avevi il 6 pieno prima della partenza).






·      Le date di partenza…
L’unica novità veramente interessante riguardo alla mia esperienza con Intercultura è che è arrivata una mail con le possibili date di partenza…infatti per gli States ci saranno due ondate una che avrà la convocazione a Roma fissata per l’11 agosto, l’altra per l’8 settembre…ovviamente non ci è ancora stata detta quale di queste due sia la data in cui partiremo effetivamente…io spero tanto di partire l’11, perché così ho più tempo per ambientarmi in famiglia prima he inizi la scuola e poi perché così partirò prima e l’attesa sarà più breve!

Per ora è tutto, grazie per aver letto fin qua e scusate se sono mancata per un po', a presto!!


 Fennec Curioso



sabato 6 giugno 2015

The last day of school!!!



Quando l'ultimo giorno di scuola, dell'ultimo anno di liceo suona la campanella dell'ultima ora, tu sei convinto che quello sia l'ultimo secondo della tua adolescenza. Senti il bisogno di sottolineare l'evento con una frase storica tipo: "Che la forza sia con noi" oppure "Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!".

Luca, “Notte prima degli esami”, film del 2006, di Fausto Brizzi
 
  
Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin!! Wow, non credevo che quest’anno scolastico sarebbe finito davvero, invece, alla fine, il tempo passa e la marea di verifiche e interrogazioni finiscono, e quella campanella suona, suona per l’ultima volta. Solitamente nessuno se ne cura di lei, nessuno si preoccupa del fatto che per un’intera estate non la sentirà più, non girerà più per i corridoi, niente più fila alle macchinette o preghiere a divinità antiche affinché l’interrogazione vada bene, a nessuno importa. Anzi, tutti non vedono l’ora di uscire da quelle quattro mura, di sentire quell’ultima campanella. Solo per quelli di quinta ha un significato un po’ speciale perché loro sanno, come ci ricorda il protagonista di Notte prima degli esami (sì, lo so, non è originale come citazione, ma non potevo non scriverla!), che con quella campanella è finito un capitolo della loro vita, un capitolo che non tornerà mai più. 

Ma, come dicevo poco fa, a parte loro- che poi in realtà mettono da parte la malinconia per buttarsi nella mischia e fare i Gavettoni assieme a tutti gli altri- non c’è nessuno che si ferma a riflettere sul vero significato di quella campanella. Neanch’io l’avevo mai fatto ma quest’anno, quando è suonata quella campanella, oltre a cercare di sfuggire dalla mischia dei Gavettoni il più velocemente possibile, il mio pensiero si è posato sul fatto che non la rivedrò per un po’…la scuola, la campanella, le bidelle, le macchinette, la palestra, i prof…


Ecco come si presenta la pagina del mio diario relativa al 6 giugno!!
Ari, hey ari, toc toc, è finita la scuola, sei realmente riuscita a superare tutte quelel verifiche e interrogazioni senza rovinarti la media, è finalmente finita e tra tre mesi partirai per vivere l’esperienza più bella e sconvolgente di tutta la tua vita, quella che stai desiderando e aspettando da più di un anno, coscienziosamente, ma in realtà da tutta la vita….quindi…Oh cavolo! Lo sto facendo davvero! Non credevo di averne il coraggio ne’ le capacità, ma alla fine sto partendo seriamente, lascerò tutto e tutti, anche se mi mancheranno un sacco, per seguire i miei sogni, per raggiungere i miei obiettivi, per vivere….vivere fino in fondo e vivere la mia vita e non quella degli altri attraverso i libri, i film o i fumetti come faccio di solito, questa volta scendo in campo davvero e gioco questa partita!! 

Perciò ragazzi mi godrò con voi quest’estate, tanto relax, tanta musica, tante uscite con gli amici, tanto mare, tanto sole e tanto più tempo per scrivere i post e per raccontarvi tutto quello che mi succede riguardo alla mia esperienza con AFS!! Spero che avrete un sacco di progetti per quest’estate, un sacco di vacanze o di gite o di attività e piccoli lavoretti da fare già organizzati, ma sempre se questo è quello che volete fare, perché altrimenti vi auguro di non avere assolutamente nulla da fare in programma, solo un’infinità di giorni liberi e vuoti da riempire con emozioni e divertimento, esperienze e sbagli. Ma vi auguro soprattutto di essere voi i padroni di questa vostra estate, e più grande della vostra vita, perché finché lascerete che gli altri decidano per voi, la vostra sarà un’esperienza a metà….

Buone vacanze a tutti, l’estate è finalmente arrivata!!!

A presto,
Fennec Curioso

 










P.S.: Oggi abbiamo anche fatto tutte le firme e le dediche sulle foto di classe (noi solitamente ne facciamo una seria e una scherzosa) e io mi sono fatta autografare la mia da tutti, ed è stato molto bello perché tutti mi hanno voluto scrivere qualcosa, anche solo un “ciao” o un “buon viaggio”, e alla fine mi era venuto un po’il magone….
















P.P. S.: Non so se l’avete notato, ma ho aggiunto da un paio di settimane circa una barra laterale con un elenco di link che “mi hanno salvato la vita”, cioè link che comprendono, oltre al sito di Intercultura nazionale Italiano e Statunitense, anche a blog o a pagine di youtube di exchange student che hanno fatto (o stanno facendo o dovranno fare) un’esperienza simile alla mia e che mi hanno aiutata tantissimo a prepararmi per la mia esperienza e a sentire di meno la pesantezza dell’attesa. Quindi dovete farci assolutamente un salto, io intanto vi riporto nuovamente i link qui:









P.P. P. S.: Giusto a titolo informativo: Io amo i Post Scriptum e i Nota Bene!!

lunedì 25 maggio 2015

Orientation 4- The final!! (+ cena del 21/05)


Ciao popolo! Come va? Io molto bene!! Anche se ancora mega sotto stress per le ultime verifiche e interrogazioni!! Ma bando alle ciance, oggi sono qui per raccontarvi il quarto e ultimo incontro di Orientation, quindi let’s go!

Sabato scorso (21/05) c’è stato dunque l’ultimo incontro pre-partenza, come il secondo l’abbiamo fatto divisi, quindi ognuno nel proprio centro locale: quindi noi a Ravenna!! Sulle 15:00 ci siamo ritrovati tutti lì, anche questa volta con un sacco di cose buone da mangiare (anzi forse addirittura di più della volta scorsa perché poi finito l’incontro c’era una mini festa con tutti i genitori per salutare i partenti!!), e dopo aver salutatole volontarie e due exchange student, Ilaria e Alberto, abbiamo iniziato le attività!


Attività 1: Ci hanno divisi in coppie, possibilmente con gente che conoscevamo poco, e ci hanno dato cinque minuti per cercare di conoscere quante più cose possibili sull’altra persona. Durante questo tempo però dovevamo stare in piedi e con le punte dei piedi vicine al nostro compagno! Finito il tempo ci siamo confrontati per capire di quali argomenti avevamo parlato, quali quindi ci erano sembrati importanti per capire chi era l’altro. 
Quest’attività serviva dunque sia per farci capire che noi tendiamo a presentarci sempre con gli stessi argomenti, mentre in altre parti del mondo ne usano altri, sia per renderci conto che la nostra posizione rispetto all’altro (in questo caso molto ravvicinata) non è un elemento da poco per la buona riuscita del dialogo: infatti dobbiamo imparare a rispettare gli spazi degli altri, senza però chiuderci troppo nella nostra bolla


Attività 2: Ci siamo risistemati in cerchio e Alberto ci ha dato una pallina chiedendoci di passarcela dicendo sempre il nome della persona a cui la volevamo lanciare. Col passare del tempo poi la difficoltà aumentava in quanto alla prima pallina se ne sono aggiunte altre due, quindi tre in tutto. Ma non era finita qui: infatti i casini sono iniziati quando ci hanno tolto una pallina dicendoci che da quel momento c’era una pallina invisibile!! Progressivamente ci hanno poi tolto anche le altre…in breve tempo abbiamo iniziato a perdere le palline: non ci ricordavamo più chi le aveva o quante ne avevamo, insomma una gran confusione! Alberto ci ha guardati divertito e ci ha rassicurato che era tutto assolutamente normale: questo giochino serve per farci capire l’importanza dell’ascoltare gli altri, sempre e comunque, per evitare di “perderci” qualche cosa.



Attività 3: Ci siamo divisi in tre gruppi e ci hanno dato una missione: scoprire quante più cose possibili su una volontaria. Solo che ciascun gruppo aveva accesso ad una fonte diversa: uno alla sua pagina facebook, un altro poteva parlare con una volontaria sua amica e l’ultimo poteva parlare con la diretta interessata. Noi eravamo nel gruppo che poteva parlare con un’altra volontaria e abbiamo fatto un sacco di domande solo che, spesso, lei non sapeva rispondere. Alla fine del tempo prestabilito ci siamo riuniti e abbiamo confrontato le nozioni raccolte: erano molte e svariate infatti eravamo riusciti a cercare i dati giusti e a porre le giuste domande. Quest’attività serviva a capire che ci sono vari modi per arrivare ad un’informazione, non sempre ci sarà consentito di parlare con chi è personalmente testimone della cosa, dovremo quindi essere abili a reperire l’informazione da altre fonti, scartando però quelle sbagliate e superficiali.


Sopra il disegno originale, sotto quello disegnato!

Attività 4: Ci siamo divisi nuovamente a coppie e ci siamo seduti su delle sedie schiena contro schiena con il nostro compagno: uno dei due aveva un foglio con una serie di forme geometriche e doveva spiegare all’altro com’erano fatte in modo che questo potesse disegnarle. Il problema è che all’inizio quello che disegnava non poteva fare domande, poteva solo ascoltare e sperare di capire. Dopo alcuni minuti anche chi disegnava poteva parlare e fare domande per cercare di fare un disegno migliore: alla fine confrontando i due disegni ci siamo accorti che quello fatto dopo era molto più simile alle figure stampate rispetto al primo fatto senza porre domande! 
Ecco quindi un altro giochino sull’ascolto con però un insegnamento in più: infatti non è solo difficile ascoltare attentamente, ma anche cercare di capire meglio ponendo le giuste domande e spiegare il più accuratamente possibile la situazione che si vuole raccontare agli altri- moltissimi piccoli litigi in famiglia o a scuola solitamente nascono da incomprensioni dovute alla lingua o all’essersi spiegati male!



Attività 5: Questa era un’attività sull’uso dei media e dei Social Network nel corso dell’esperienza: prima abbiamo letto una situazione nella quale a causa di una foto compromettente postata su facebook un ragazzo era stato rimpatriato e poi abbiamo visto un filmato dove un signore ha finto di essere un indovino e un santone e ha fatto diversi incontri di predizione del futuro con svariate persone…peccato che lui fosse solo un bravo studioso, infatti aveva letto e analizzato tutte le informazioni e le foto postate e scritte sul profilo facebook di queste persone! Abbiamo quindi discusso e riflettuto sul significato di queste fonti e ci siamo resi conto di quanto si sappia di noi dai nostri profili sui social e quindi di quanta attenzione dovremo fare quando saremo via, un video, una foto, o anche solo una parola, può compromettere i nostri rapporti con un amico, con la famiglia ospitante o addirittura può rispedirci a casa….quindi meglio non rischiare e pensarci non una, ma due volte prima di pubblicare qualcosa online. 

Attività 6: Ci siamo risistemati in cerchio e i volontari ci hanno posto una domanda molto semplice “Se vi capita qualcosa mentre siete via, se avete bisogno, a chi chiederete aiuto?!”. Bhe’ verrebbe spontaneo dire ai genitori, agli amici, sì, ma quali?! Quelli di qua? Quelli di là? Parlando di questo problema ci hanno mostrato una scheda con il percorso che seguono le informazioni per muoversi all’interno della rete di Intercultura. Ciò ci ha quindi permesso di capire che la famiglia naturale è l’ultimo ente da avvisare: non potranno fare assolutamente nulla per aiutarci e si preoccuperanno un sacco per noi! Quindi?! Quindi se siamo in difficoltà dobbiamo rivolgerci alla famiglia ospitante, o al nostro assistente personale di Intercultura che potranno aiutarci a risolvere il problema oppure potranno metterci in contatto con il centro locale ospitante.


Dopo questa attività ci siamo buttati sul buffet e abbiamo colto l’occasione anche per chiacchierare fra noi, ormai infatti siamo diventati buoni amici, scambiandoci impressioni, preoccupazioni, aspettative! Abbiamo poi parlato un po’ con Ilaria, ci ha raccontato alcuni avvenimenti della sua esperienza in Sud Africa ed è stato davvero molto interessante!! Infine sulle 18:15 hanno incominciato ad arrivare i genitori per festeggiare tutti insieme: li abbiamo accolti e ci siamo seduti tutti insieme davanti ad uno schermo, le volontarie ci hanno mostrato un video di Angelica, una ragazza che ha fatto quest’anno un’esperienza in America (e che io conosco abbastanza bene, siccome fa gli scout nel Ravenna 3!! Lei ha un blog fantastico, fateci un giro!!)…i genitori sono sembrati molto impressionati quando ha parlato in inglese per circa cinque minuti!!

Dopo anche questa preziosa testimonianza ci siamo messi tutti in piedi in cerchio e abbiamo fatto una sorta di cerimonia: con una musica particolarmente adatta che usciva dalle casse del computer ognuno di noi è andato al centro del cerchio ha detto il proprio nome, il luogo dove andrà e la lunghezza della propria esperienza, poi ha ricevuto dalle volontarie un fantastico porta-documenti blu con il logo di AFS-Intercultura e una bandiera italiana da far autografare!!


È stato davvero molto bello e quando me ne sono tornata a casa quella sera, avevo un gran magone, perché sto iniziando a rendermi conto che sta partirò, partirò per davvero!

Ebbene sì, è finito anche l’ultimo incontro pre-partenza, volevo però dire due parole anche sulla cena che abbiamo fatto giovedì scorso, il 21, in pizzeria: infatti non c’eravamo solo noi ragazzi e i nostri genitori ma anche due ragazze che hanno passato l’anno qui in Italia, una olandese e una cinese. È stato veramente fantastico poter parlare con loro (che parlano un italiano quasi perfetto!!) perché abbiamo visto la cosa da un altro punto di vista e ci siamo soffermati su particolari che prima non avevamo considerato! È stata veramente una bella serata e alla fine ognuno è tornato a casa con un po’ di mondo in più addosso…

A presto,
Fennec Curioso