mercoledì 9 settembre 2015

USA Blog 3# Weekend: boat and Baltimore!!

 
Il tempo che ci è concesso di vivere è troppo breve per essere sprecato come una cosa da poco, i valori in cui crediamo devono trovare il loro giusto cammino. Occorre il coraggio di prendere una decisione e puntare la barca verso il destino.
 
Romano Battaglia, Com’è dolce sapere che esisti, 2006


Hey everyone!!
Lo scorso weekend mi sono divertita un sacco!! 


Sabato infatti abbiamo preso la barca e siamo arrivati fino a Inner Harbor, un'area di Baltimora!! 











E' un'area in parte portuale, quindi con molte barche e capannoni, in parte commerciale, ci sono uffici e negozi ovunque! 



 

Noi siamo stati lì solo un paio d'ore, quindi non abbiamo avuto molto tempo per visitare bene la zona, ci siamo perlopiù focalizzati sulla parte divertimento e abbiamo girato negozi e centri commerciali, provato vestiti e cappelli, girato per il candy shop!!! 
























 
E' stato davvero una bellissima giornata e quando siamo tornati mi ha lasciato quella gioia e quella spensieratezza che solo le uscite familiari possono darti, quindi grazie Host Family!






 
N.B.: Ho fatto un sacco di foto e video durante la giornata, quindi ho deciso di montare una piccola compilation dei più divertenti e di pubblicarla su youtube, quindi eccola qui...





 


Domenica e lunedì siamo poi rimasti a casa a riposarci e a fare i compiti...lunedi?! vi chederete voi...eh già, lunedì scorso la scuola era chiusa perché era il Labor Day, cioè la festa dei lavoratori!! 





 



Cos'è il Labor Day?! 

E' una festività nazionale federale degli  Stati Uniti d'America che si celebra il primo lunedì di settembre.  Si tratta di una variante particolare che rientra nei festeggiamenti del Labour Day che si tengono anche in altre parti del mondo.







La festività ebbe origine in Canada in ricordo delle rivendicazioni denominate Nine-Hour Movement (movimento delle nove ore) che si svolsero ad Hamilton e successivamente a Toronto negli anni Settanta del XIX secolo e che portarono alla stipula del Trade Union Act che nel 1872  legalizzò e tutelò l'attività sindacale in Canada.







Nel 1882 il sindacalista statunitense Peter J. McGuire, dopo aver assistito alle celebrazioni tenutesi a  Toronto in ricordo dell'avvenimento, al suo ritorno a New York organizzò il primo Labor Day il 5 settembre dello stesso anno.
Nel 1894, su spinta del preseidente Cleveland, la festività venne ufficializzata dal Congresso. 

 da Wikipedia ( Wikipedia, enciclopedia libera

Per maggiori informazioni su questa festività potete consultare questo fantastico sito Americano

Bhe' per oggi è tutto, a presto!! 

Fennec Curioso 


domenica 6 settembre 2015

News: U.S.A and Italy


Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l’abitudine e la novità. 
(Jean de La Bruyère)



La novità ha un fascino a cui difficilmente possiamo resistere.
(William Makepeace Thackeray)

Ciao popolo, buon giorno e buona domenica a tutti!!
(Sì, lo so, in Italia è pomeriggio, ma va bhe’)




Come va?! Io alla stragrandissima, anche perché nei week end riesco sempre a riposarmi un sacco! Svegliarsi alle sei è stancante ragazzi, capitemi!!


Anyway, come avete letto dal titolo ci sono alcune interessanti novità sulla mia vita qui, attività che ho iniziato a fare, incontri che ho fatto e avventure che affronterò, quindi…iniziamo subito!!

Ed Sheeran concert!
Oh my god! Ancora non ci credo! Sì, è vero, è così, abbiamo i biglietti!!
Il ventitré settembre, giorno del mio compleanno, andrò a Washington al concerto di Ed Sheeran!! Verranno anche Angelina, host sister di 13 anni, e Jill, host mum, e sarà una figata assurda!!
Quando ho visto le tappe del tuor di Ed su internet, non credevo davvero che avrei davvero avuto il coraggio di chiederlo ai miei e di farmici portare e invece…eccomi qua! Non solo ho avuto la forza di chiederlo (a tutti e quattro i miei genitori, quelli di casa per i soldi e per avere il permesso, e quelli di qua per farmici portare e per aiutarmi a prendere i biglietti online)…ma hanno anche detto sì!! 


E poi la cosa più bella bellissimissia è che, nonostante Ed tenga un concerto lì per due sere di fila, siamo riusciti a trovare buoni posti proprio nello spettacolo del ventitré!! Ancora non ci credo!! Sarà bellissimo! 





E poi così sentirò meno la mancanza di casa, in un giorno così speciale, dove ti solito tutto ti è concesso e non è mai colpa tua, dove i tuoi amici vengono a casa o in pizzeria, per mangiare qualcosa o dire quattro cavolate, dove ti fanno un regalo, per quale si sono messi d’accordo durante intere ricreazioni, bisbigliando ed escludendoti, come una sorta di setta segreta…è il giorno in cui sei nato, in cui ormai diciassette anni fa tua mamma è corsa all’ospedale di Lugo, per poi dover fare lunghe passeggiate nell’attesa di contrazioni che non arrivano mai, perché si stava meglio là dentro, al calduccio senza tutti i pericoli del mondo. È il giorno in cui hai visto per la prima volta la luce, hai sentito l’aria nei polmoni e hai pianto, irreversibilmente e disperatamente, è il giorno in cui il mondo è cambiata la vita di milioni di persone, quelle milioni di persone che incontrerai e che aiuteranno te, come te aiuterai loro.

 

E quindi sono contenta di fare qualcosa di così speciale, per un giorno per me così importante, sicuramente così, tra “Don’t” e “The A team” avrò un po’ meno homesick (= nostalgia, malattia di casa)!







Liaison: chiacchiere e ispezione!
Bhe’ nell’ultimo post vi avevo detto che avevo fretta perché dovevo andare ad un appuntamento con il mio Liaison, cioè il mio tutor qui negli U.S.A. Susie è una signora sui cinquantacinque, coi figli grandi, tante passioni (è sportiva, le piace fare trekking e campeggiare nella natura), e un grande sogno quello che tanti ragazzi da tutto il mondo possano come lei vivere la magica esperienza che offre Intercultura. È per questo che, dopo aver consigliato e supportato i figli che volevano partire, e dopo aver ospitato tanti anni, oggi è liaison e coordinatore della zone di Baltimora.

Tutte queste credenziali all’inizio mi avevano un po’ spaventata. Lei che è stata a contatto con così tante persone, che ha vissuto e seguito così tante esperienze, come vedrà me? Sarò all’altezza delle sue aspettative? Sarò abbastanza brava con la lingua, abbastanza sveglia per lei?

Poi però appena sono uscita di casa e ho chiuso la porta dietro di me, appena siamo rimaste solo io e lei, ho capito che non è certo qui per giudicarmi o per aspettarsi qualcosa da me. È un’amica, una consigliera, un’aiutante, la vecchina saggia delle fiabe, lo scudiero nell’epica cavalleresca, è qui per capire se ho bisogno di lei e come sta andando la mia esperienza.

Ho quindi lasciato da parte l’imbarazzo e la preoccupazione e ho iniziato a parlare. E a quel punto, chi mi conosce lo sa, è fatta, non mi fermo più. Ho parlato della scuola, dei prof, delle materie, delle attività interessanti che stavamo facendo, degli amici, del ballo della scuola, della mia famiglia, delle mie sorelle, del barbecue, ho parlato dell’Italia, del teatro, ho parlato delle differenze tra i due sistemi scolastici, ho parlato….ho parlato, e basta.

Susie è stata quindi molto contenta di vedere che le cose vanno alla grande e anzi mi ha anche fatto i complimenti per la lingua (non è possibile!!), e ha poi chiesto, una volta tornati a casa, di vedere la mai stanza, il mio bagno e i luoghi dove posso studiare o passare il tempo. È una sorta di ispezione obbligatoria che devono fare per vedere se sono sistemata bene.
Siccome me lo aveva già accennato avevo sistemato la mai camera, messo tutto in ordine e le ho descritto e presentato le varie parti della casa, come amo fare in Italia con quella che ormai da cinque anni è la “casa nuova”. In quel momento mi sono sentita veramente a casa, veramente parte di quella famiglia, veramente dalla loro parte…volevo che lei capisse quanto mi trovo bene qui, quanto sono buoni e simpatici tutti loro, quanto è fantastica la mia vita! E evidentemente l’ha capito perché durante il giro non faceva altro che dire “Quanto è bello, che forza, very cool!!” e poi “Vedo che ti sei sistemata bene, vedo che vai d’accordo con la famiglia, hai praticamente un appartamento qua sotto!!”…insomma quando l’abbiamo salutata ed è uscita dalla porta di casa, io e Jill ci siamo guardate e abbiamo sorriso. È fatta!, sono parte di questa famiglia, appartengo a questa casa e abbiamo anche superato l’ispezione…insieme!

Free Time-
Da quando è iniziata la scuola non ho più tanto tempo per riposarmi e per far nulla, e quel poco che ho di solito lo passo attaccata al computer in camera mia, perché solitamente è dopo cena, e il resto della famiglia o a compiti, o legge o guarda la tv, o lavora, comunque ognuno ha da fare e si ritira nelle proprie stanze.

Venerdì però, avendo il pomeriggio libero, perché il sabato non si va a scuola, ho deciso di provare a fare un po’ di cose nuove e diverse dal solito. Quindi sono salita di sopra e ho chiacchierato un po’ con le mie sorelle ospitanti, ho sfogliato con Angelina un libro per imparare l’italiano e abbiamo giocato insieme con quello. 

Poi lei mi ha consigliato un libro, è il primo di una serie, dono tipo cinque, e non è molto difficile da leggere quindi…sono partita, e chi mi conosce sa he quando amo un libro inizio e non mi fermo finché non l’ho finito. Ovviamente per mangiare, andare a scuola, fare i compiti e fare le attività familiari, mi fermo, ma queste sono cose che proprio non posso evitare, sono una sorta di pacchetto vitale, necessario alla sopravvivenza dell’adolescente medio. In ogni caso è davvero una storia molto avvincente e appena ho finito questo, mi butterò sugli altri libri della serie!!

Dopodiché Malia mi ha proposto di giocare con lei ai videogiochi, quindi andando contro tutte le aspettative, sono scesa giù con lei nel salottino davanti a camera mia, e abbiamo giocato con l’xbox per un’oretta! Mi sono davvero divertita, era tipo un gioco avventuroso e c’erano diversi livelli, in uno dovevi scendere una ripida on un gommone, evitando gli scogli e prendendo le monete, in un altro eri dentro una sala di vetro in fondo al mare e dei pesci ogni tanto creavano delle crepe e tu dovevi sistemarle, un altro ancora consisteva nell’accumulare più bolle d’aria possibile all’interno di una navicella spaziale…insomma è stato davvero forte!!




Infine dopo cena, mi sono finalmente decisa di ad andare in fondo al basement, prima del garage, dove c’è una parete piena di chitarre…sì, hanno appeso sei o sette chitarre alla parete per non farle rovinare o scordare. Le ho osservate per un po’ e poi ho preso un’acustica della marca takamina, solitamente una marca molto buona, e l’ho portata in camera (ovviamente la mia famiglia ospitante era tipo dal primo giorno, quando sono arrivata, che mi ripeteva che potevo prenderle quando volevo!) e…era accordata! Che sollievo, non sono molto brava né con l’accordatore online né tanto meno ad orecchio, quindi trovarla già a posto è stato davvero molto piacevole. Ho quindi iniziato a strimpellare qualche accordo, residuo di ciò che mi ricordavo delle canzoni dei saggi o delle canzoni che ho scritto con l’elly (Eleonora, mia sorella italiana) negli anni passati….quanto mi era mancata la musica! Quella senza prerogative, né aspettative, quella tanto per, quella senza impegno, la musica come espressione di ciò che sei e ciò che vorresti essere.


Club…manca poco!

Non so quanti di voi lo sappiano, ma in America, dopo scuola, oltre agli sport vari che si possono praticare, ci sono i Club. I Club sono gruppi di studenti con una passione comune che decidono di riunirsi una o più volte a settimana per portare avanti questa passione insieme. Ogni Club ha poi almeno un coordinatore adulto che aiuta e segue i ragazzi nelle attività. Sono in pratica tutte quelle attività che in Italia dobbiamo andare a cercare (e a pagare) fuori da scuola e che ci permettono di portare avanti le nostre passioni e i nostri interessi.

Di Club ce ne sono davvero tantissimi, alcuni li ho già citati nell’ultimo post, altri li potete trovare anche sul sito della mia scuola! 

In ogni caso, tutto questo serviva per dire che….questa settimana iniziano le iscrizioni! Quindi potremo decidere a quali partecipare semplicemente scrivendo il nostro nome accanto al poster coi Club nella Cafeteria…non vedo l’ora! Io probabilmente farò teatro, volontariato, scrittura, forse andrò anche nel Club che si occupa di ambiente e di eco-sostenibilità, ma ancora non so.
Comunque sono molto carica perché so che nei Club incontrerò persone con le mie stesse passioni e quindi avrò l’opportunità di farmi più amici e conoscere più gente!!




Oltre alle novità americane, volevo condividere con voi anche alcune cose che hanno fatto i miei genitori e parenti vari in Italia, perché mi sembrano cose interessanti e divertenti! Perciò, facciamo un salto a sbirciare cosa fanno gli altri al di là dell’Oceano….

Skype…hello!

In questi giorni ho sentito varie volte amici e parenti su Skype, bhe’ ovviamente non è la stessa cosa che vederli di persona, ma ci arriva molto vicino. È utile, veloce e gratuito è davvero fantastico per le relazioni e le chiamate. Lo scrivo solo per chi dovrà partire e si sentirà dire dai volontari “niente facebook, niente whatsapp, niente chiamate….solo email e qualche volta skype!”. Io vi dico, hanno ragione! I social network bisogna cercare di usarli il meno possibile, perché ti allontanano dalla tua vita americana proiettandoti in un limbo, verso un’Italia che è lontana e una vita che ora non è più la tua. Invece attraverso le mail e skype, senza però abusarne, riesci a comunicare periodicamente e con un appuntamento più o meno costante con la tua famiglia natale e con i tuoi amici. Quindi secondo me questi sono i metodi migliori per restare in contatto senza togliere nulla all’esperienza che sto vivendo all’estero!




Expo…un esplosione di mondi, paesi e culture!

 
Mentre io andavo a scuola, leggevo, giocavo con l’xbox e suonavo la chitarra, la mia famiglia, accompagnati dai miei cugini, sono andati all’Expo a Milano. 





L’Expo, tutti voi italiani sapete cos’è perché è da settembre scorso che i prof e le pubblicità ci martellano con ‘sto Expo, è un’esposizione di vaste proporzioni, e in particolare queste è un’esposizione mondiale che si verifica periodicamente ogni volta in un paese diverso, e nella quale ogni paese può mostrare le proprie peculiarità e particolarità per farsi conoscere dalle persone di tutto il mondo. 

Bhe’ io purtroppo, per ovvi motivi, non sono potuta andare, quindi non vi posso raccontare com’è, ma mi hanno detto che è davvero bella, anche solo come esperienza perché ti trovi a contatto con milioni di persone e milioni di culture!


 


 


 


 

 










Grazie per aver letto fino in fondo anche questo post,
A presto,

Fennec Curioso

mercoledì 2 settembre 2015

USA Blog 2# School, dance and barbecue!!


 
“Il giorno di inizio di una nuova avventura è sempre un giorno un po’ speciale. Il primo giorno di scuola, poi, è un segno importante perché impone un nuovo ritmo di vita, la ripresa di vecchie confidenze, il riemergere di nuovi impegni e nuove responsabilità.”







Ciaooooo!!
Buona sera e buon mercoledì a tutti!! Ebbene sì, ormai una settimana e mezzo fa è iniziata la scuola!! Finalmente non ne potevo più di stare in casa ad annoiarmi, adesso sì che avrò un bel po’ di roba da fare! So che avrei dovuto scrivere prima, ma volevo pubblicare il post assieme al vlog e non sono riuscita a montarlo prima!

In ogni caso ora sono qui e prima di raccontarvi un po’ com’è andata volevo riportarmi le prime pagine del mio diario del primo giorno di scuola...
Tra l’eccitata e il terrorizzata lunedì 24 Agosto mi sono alzata presto (alle 6.00!!!), preparata, ho preso il mio zaino e…alla volta della fermata del bus! Circa dieci minuti di camminata immersi nel bosco (abito in un quartiere fantastico, in mezzo alla natura: ci sono un sacco di alberi e di animali, spesso scoiattoli, uccellini o addirittura cervi, ti attraversano la strada!) con un’assonnata Malia al mio fianco, ecco finalmente l’angolo di strada dove possiamo accovacciarci e aspettare il nostro mezzo. Dopo poco, un rumoroso e vecchio bus giallo fa la sua comparsa dietro la curva e l’autista (una signora di colore supersimpatica!!) ci fa salire e ci saluta “Goodmorning!”, troppo stanca per rispondere faccio il più bel sorriso possibile e salgo su. Malia saluta un paio di persone, si passa alle consuete presentazioni e poi finalmente posso accasciarmi su uno dei sedili liberi e appoggiare lo zaino acconto a me.
Svegliarsi, fatto. Arrivare alla fermata, fatto. Prendere il bus, fatto. Trovare un posto, fatto.
Ripasso per un po’ la mia lista mentale, ma poi sono troppo stanca, troppo entusiasta, troppo nervosa. Cerco di rilassarmi guardando fuori dalla finestra, studiando le persone che vedo ai lati della strada o i ragazzi che salgono alle fermate successive. Poi mi incanto davanti a una palla rossa e incandescente che si alza prepotente oltre i tetti delle case…e sì, è l’alba…qualcosa mi dice che vederla tutti i giorni mi farà passare la voglia di tirare fuori il cell e scattare un paio di foto, comunque è davvero un bello spettacolo.
Una curva, un ponte, un’altra curva, ed ecco finalmente l’edificio basso ed esteso della Mt. Hebron High School che si presenta davanti ai nostri occhi. Il parcheggio è pieno di macchine e davanti all’entrata principale una fila ordinata di bus gialli mi impedisce di vedere gli studenti che si affannano verso l’entrata. L’autista parcheggia e tutti scendono veloci. Io mi affretto a rimettere il telefono nella tasca davanti e controllo ancora una volta di aver in mano la mia schedule (orario con prof, materie e classi), poi mi alzo e cerco goffamente di mettermi lo zaino mentre avanzo per il corridoio stretto del pullman. Diciamo che non ci riesco proprio del tutto e colpisco un paio di ragazzi attorno a me….ops. Cerco di non cadere mentre scendo e..finalmente fuori.
Mi aggrego a Malia e alle sue amiche e insieme entriamo nel fiume di studenti che si stanno entrando. Sono le 7:00, le lezioni non inizieranno prima delle 7:20, quindi ho tutto il tempo per cercare una mappa e per recarmi nella prima classe.
A malincuore saluto Malia, l’unica persona familiare in questo marasma infinito, e mi dirigo verso la reception dove spero di trovare quello che cerco. Con mia grande gioia vedo un banchetto con una pila di cartine della scuola, ne prendo un paio e cerco un angolo tranquillo per consultarle.
La stanza 101….no questo è il secondo piano! Volto il foglio scocciata, dov’è, dov’è?? Eccola! Bhe’ è anche abbastanza vicina all’entrata, devo solo andare giù di qua, poi svoltare di là e…ma questo corridoio da dove sbuca, non c’è sulla mappa! Oh cavolo, ma dove sono finita?!
Corridoi tutti uguali, studenti tutti uguali, nessun punto di riferimento. Il mio incubo peggiore.
Per fortuna trovo un inserviente scolastico (hanno la maglia della scuola, sono facilmente riconoscibili!) a cui chiedo informazioni. E…praticamente devo tornare indietro, al punto di partenza! Ho sbagliato ad orientare la cartina e quindi ho girato dalla parte sbagliata!! Va bhe, poco male, ho ancora 10 minuti. Ritorno sui miei passi e poi seguo le istruzioni appena ricevute e…eccola! È proprio lei, la classe 101. 

Sistemo i capelli, mi aggiusto il vestito, raddrizzo la schiena, abbasso le spalle. Poi tiro un grosso sospiro, mi faccio coraggio e…Cavolo Ari quanto ti ci vuole?! La classe è vuota, c’è solo la prof. e un’altra tizia in fonda, devi solo allungare la mano e far girare la maniglia, su!!
Apro la porta ed entro.







Bhe, sì ecco l’inizio è andato all’incirca così, ero molto nervosa! Comunque alla fine è andata molto bene, mi sono presentata ai vari prof all’inizio di ogni lezione, ho capito praticamente tutto, anche se in realtà oggi ci hanno perlopiù presentato il programma e consegnato miliardi di moduli riguardanti il regolamento e il comportamento scolastico da compilare e firmare assieme ai genitori. In ogni caso…com’è la scuola americana?! Esattamente come nei film, solo senza gente che inizia a cantare a caso e senza troppa divisione tra i vari gruppi sociali (tipo quelli famosi, i nerd, gli asiatici, i musicisti, ecc.). 
I prof. sono simpatici e disponibili, sempre pronti ad aiutare e a renderti il lavoro più leggero e divertente. Si cambia classe ogni ora, e quindi si cambiano anche compagni, e questo è un po’ un casino, ma col tempo mi ci abituerò. 

Poi c’è la mensa, qui chiamata "Cafeteria", una sala luminosa piena di voci, colori e trambusto! La scuola offre anche la possibilità di comprare il pasto lì in mensa, ma quasi nessuno usufruisce del servizio perché è costoso e non proprio salutare, quindi anch’io mi porto il pranzo da casa. 


Alcune amiche con cui pranzo in mensa!








































 
Le materie sono tante e variegate: c'è inglese (il nostro italiano), matematica, scienze, geometria, biologia fisica, chimica, storia degli stati uniti d'america, studi sociali (che vanno da studio del governo americano a sociologia), psicologia, lingue (spagnolo, francese, tedesco e latino), teatro, arte, musica, danza (sì, ci sono classi con gli specchi e la sbarra!!), coro, educazione fisica, e molto altro! Insomma la scuola è il polo della vita dei ragazzi, è il loro punto di riferimento, di divertimento e di crescita! In italia, appena usciamo da scuola non siamo più "sotto la loro responsabilità", c'è sì magari ogni tanto c'è un prof. un po' più disponibile che ti risponde alle mail o ti scrive su Edmodo, ma qui è molto diverso, qui la scuola non vuole farti uscire mai! Finite le lezioni infatti ci sono gli sport offerti dalla scuola dal lacrosse al football (football americano), dal soccer (calcio) alla pallavolo. Poi per chi vuole ci sono i club, da quello di scacchi a quello del trono di spade, da matematica a teatro e da quello della band a quello che si occuoa della ambiente o di fare volontariato!
Insomma non è inusuale qui tornare a casa alle 6.00 p. m.!!

Comunque io ho scelto delle materie che mi piacessero e che potessero più o meno corrispondere a quelle italiane e poi alcune me le ha consigliate il mio counselor, quindi le ho dovute mettere per forza. Faccio Storia del Governo Americano, Teatro, Storia degli Stati Uniti, Matematica, Anatomia e Fisiologia, Inglese e Latino!! Per ora non ho trovato grandi difficoltà a seguire le lezioni, ovviamente ci sono materie che mi richiedono più lavoro a casa (anche solo per memorizzare termini o date) e altre che me ne richiedono di meno ma richiedono grande partecipazione a scuola (per giochi o discussioni), insomma mi sto divertendo e sto imparando un sacco di cose e facendo un sacco di attività divertentissime!! 
Nel corso di teatro facciamo giochi e bans, un po’ come agli scout (alcuni sono molto simili!!). Con inglese leggiamo testi di autori, scriviamo nostri racconti, facciamo poster sulle nostre filosofie di vita, il tutto discutendone sempre in classe!! Poi per scienze andremo spesso in laboratorio, osserveremo e sezioneremo animali e piante!!


Il poster sulla mia Filosofia di Vita che abbiamo fatto per Inglese.


L'aula di scienze, che all'occorenza diventa un fantastico laboratorio!!













































Sezione di un feto di maiale...so che detto così fa stranissimo e fa anche senso, ma vi assicuro che quando lo vedete da vicino è tutta un'altra cosa...c'è puoi vedere l'aorta (quella riga rosso intenso), la spna dorsale, il cervello, i vari organi...è davvero molto interessante!!









Insomma mi sembra di essere nella scuola dei sogni, quella che tutti vorrebbero. Ovviamente però ci sono anche gli aspetti negativi, come la stanchezza di dover sostenere sei ore di scuola in una lingua straniera, la frustrazione quando durante i pranzi fai fatica a inserirti nella conversazione delle tue compagne di corso (a volte fai persino fatica a seguire e a capire quello che dicono!), il dover tradurre un po’ di cose mentre fai i compiti, il tornare a casa alle 3.00…
Ma non lamentiamoci troppo, sta andando veramente tutto alla grande!

Venerdì poi sono stata alla “Back to school dance!” e mi sono divertita un sacco!! Il tema era la Hula, il ballo hawaiano, e quindi tutti erano vestiti con camicie variopinte e fiori in testa…è stato davvero fantastico!! C’è tipo quando sono arrivata ho consegnato il biglietto all’entrata e poi ho superato il bancone e…sono entrata in un tunnel fatto di stelle filanti e foglie di palma ai lati del quale c’erano un sacco di ragazzi e prof. che applaudivano e ti salutavano, alcuni mi hanno anche dato il cinque, il tutto per darti il benvenuto!! Poi si entrava in palestra…luci soffuse e musica a palla!!

 
Poi nel week end abbiamo fatto un barbecue con tutti gli amici dei miei genitori ospitanti (e ovviamente i relativi figli), è stato divertente e interessante perché sono entrata nel vivo di una tipica esperienza americana…tra hot dog, hamburger e insalata di pollo ho passato davvero una bella giornata!! Ovviamente ho anche chiacchierato con svariate persone e ho fatto amicizia con un sacco di ragazze della mia età, e anche con alcune più piccole. Il momento più bello è stato poi quando abbiamo acceso il fuoco e ci siamo messi ad cuocere marshmallow!!

Ora devo proprio andare perché ho un appuntamento con la mia Liaison, Susie, dobbiamo parlare un po’ di come sta andando la mia esperienza fin ora, quindi andiamo a fare due chiacchiere in un bar,
a prestissimo, ciaooo.

Fennec Curioso

 










P.S.: Ecco il Vlog nel quale ho parlato dei primi giorni di scuola e del barbecue! Ci sono anche alcune foto e video quindi non so, se vi capita fateci un salto!



P.P.S: Cercando una citazione da mettere all’inizio del post ho trovato un articolo di Alessandro d’Avenia, uno scrittore che mi piace molto, che ha pubblicato un paio d’anni fa il primo giorno di scuola…è davvero molto bella, quindi vi lascio il link!

  
 
P.P.P.S.:Anche altri exchange student che sono nella zona di Baltimora e che provengono da tutto il mondo, hanno un blog in cui raccontano le loro esperienze, quindi vi lascio un po’ di link!