lunedì 11 maggio 2015

Orientation 1- AFS week end! (part.2)!

Hello everybody!!
Eccomi qua! Cosa vi avevo detto!?! Che la seconda parte del post sarebbe arrivata a breve brevissimo!!
Quindi vi lascio subito al post...

Allora, dov'eravamo rimasti?! A già al dolce sonno ristoratore....
Scena dal film: "La fabbrica di Cioccolato"
Domenica ci potevamo svegliare quando preferivamo, in un orario compreso tra le 8.30 e le 9.30, potevamo scendere e fare colazione con tutti i dolci che c’erano ed eventualmente caffè o the. Io sono scesa sulle nove, e mi sono fatta una bella tazza di the. Poi mi sono trascinata dalla cucina al tavolo dove c’erano gli altri e mi sono abbuffata allegramente di tutti quei meravigliosi biscotti, biscottini, torte, crostate, ciambelle…e molto altro ancora!! Mi sono sentita come nel libro/film la Fabbrica di Cioccolato quando i bambini sono appena entrati e si guardano attorno estasiati ed esterefatti…è tutto troppo bello per essere vero!! 

 Dopodichè abbiamo avuto una piccola siesta per cominciare a riordinare le nostre cose e a fare gli zaini e poi abbiamo iniziato le attività della giornata…

2) Valori

·      Abbiamo letto individualmente un breve brano, che raccontava la storia di una ragazza Gertrude e delle varie vicende che avvengono quando lei cerca di andare sull’altra sponda del fiume (i ponti sono stati tutti distrutti per una piena) dove c’è il suo fidanzato Uberto. E poi abbiamo discusso a gruppi per cercare di fare una lista, dal migliore al peggiore, dei personaggi che comparivano nella storia. È stata un’attività molto interessante ma anche molto complessa in quanto ciascuno dei personaggi aveva fatto qualcosa di negativo e di profondamente sbagliato, solo che per ognuno di noi, a seconda dei nostri valori personali, il personaggio aveva sbagliato di più o di meno. E mi sono resa conto che se in un gruppo di tre persone che abitano nello stesso paese, che hanno la stessa cultura e tradizione, si hanno valori così diversi, figuriamoci con persone di un altro paese!!

·      Dovevamo scegliere tra una lunga lista di valori quelli che secondo noi erano i cinque più importanti e i cinque meno importanti. Le mie liste erano: più importanti-Aiutare il prossimo, rispettare gli altri e le loro opinioni, Rispettare le leggi, Impegnarsi nel proprio lavoro, Essere religioso; meno importanti- Avere un corpo perfetto, Accumulare più ricchezze possibili, Diventare famosi, Perseguire i propri obiettivi a qualunque costo e fare carriera. Anche in questo caso, quando ci siamo confrontati abbiamo riscontrato risultati molto diversi, addirittura alcuni avevano messo come più importanti, valori che altri avevano messo come assolutamente secondari.

3) Cultura
Tutte le cose che abbiamo visto finora, dai pregiudizi ai valori, si possono raggruppare in quella che è la cultura di un paese, ma che cos’è questa fantomatica cultura?
A questa domanda dei saggi capi tribù africani risponderebbero così: “ Un giorno c’era un vecchio saggio seduto all’ombra di un albero a meditare, ad un certo punto decide di aprire gli occhi e si ritrova davanti qualcosa di grigio ed enorme. È un elefante seduto, ma il vecchio è troppo vicino ad esso per comprendere con precisione di che cosa si tratti, infatti solo quando l’animale si alza e allontanandosi lascia delle impronte dietro di se, il vecchio guardando quelle orme riesce a dire con certezza che quello era proprio un elefante.” 

Cosa significa questo?! Bhe’ vuol dire che finchè vi stiamo vicino, vi stiamo dentro, la cultura è troppo grande e immensa da poter essere capita o individuata tutta nella sua completezza, solo quando ci allontaniamo e distacchiamo da essa ci possiamo rendere conto di come stanno veramente le cose, anche osservando tutte le piccole orme e tracce che questa lascia dietro di se. 
Vi ho riportato questa leggenda perché quando le volontarie ce l’hanno raccontata mi è piaciuta davvero molto, mi sembra infatti che descriva perfettamente cos’è la cultura! In ogni caso, dopo questa breve presentazione dell’argomento, ci hanno detto che noi avremmo riflettuto e ragionato sulla metafora che mette a confronto la cultura con un ICEBERG…infatti di esso vediamo solo 10% e così ad un primo approccio, quando magari andiamo in un Paese solo per una breve vacanza, della cultura di questo captiamo solo una piccolissima parte, unicamente le cose più evidenti ed ecclatanti (ad esempio la lingua, la cucina, l’abbigliamento, l’arte). Tutto quel 90% di cose profonde e autentiche che ti possono far dire di aver realmente conosciuto un Paese però le possiamo vedere solo con un soggiorno più approfondito, solo entrando in contatto vero con le particolarità del posto (ad esempio l’idea del sé, la pulizia, la mobilità sociale, la concezione di peccato e di autorità, l’idea di bellezza e di amore, l’educazione dei figli, la responsabilità, ideali come giustizia/amicizia, ecc.) 




Gli appunti sull'Italia del nostro gruppo.
A questo punto infatti ci siamo divisi in gruppetti e dovevamo scegliere tra una ventina di foto a nostra disposizione le sette che meglio rappresentavano il nostro Stato, includendo sia cose sopra, che sotto il livello dell’acqua nell’iceberg. Non è stato molto semplice, comunque alla fine siamo riusciti a selezionare quelle migliori e poi mi hanno eletta come portavoce per esporre le nostre scelte agli altri. Le discussioni e le riflessioni che sono nate da questo confronto sono state davvero molto belle e profonde e mi hanno coinvolta davvero tanto!! Alla fine di tutto questo abbiamo quindi compilato una “carta iceberg” per la nostra amata Italia, dividendo gli aspetti tra la parte sopra e quella sotto…per riassumere tutto ciò ci hanno poi lasciato una bellissima che scheda, che ho fotografato per voi e metterò qui attorno.

Dopo questa attività erano ormai le 11.30 e quindi ci hanno lasciato una mezzoretta per la merenda e la pausa, ci siamo quindi potuti riposare e svagare un po’ o proseguire la discussione iniziata insieme (come ho fatto io con alcune ragazze…chi mi conosce sa che quando mi infervoro per un argomento, poi non mi fermo tanto facilmente!!). Durante la pausa ci hanno anche chiesto di indossare le magliette di AFS che ci avevano consegnato il giorno precedente, così abbiamo potuto fare le foto appena rientrati dalla siesta, siamo davvero bellini, non trovate!?! 



Ovviamente non poteva mancare un bel salto alla "Hight School Musical"!!
Fatte anche le foto, siamo tornati dentro (eravamo usciti per farle fuori nel prato) e abbiamo rispreso i ragionamenti e le attività sul concetto e sulla concezione di cultura:
·      Hanno fatto uscire dalla stanza tre persone e ci hanno fatti sedere tutti in cerchio. Ci hanno poi chiesto di intavolare una discussione su un argomento a piacere e, nel bel mezzo di questa, hanno fatto entrare, uno alla volta, quelli che erano fuori. Solo che, prima di ognuno di loro, ci veniva data un’indicazione su come accoglierlo: il primo bene, facendolo sentire a proprio agio, chiedendogli il suo parere sull’argomento, spiegando di cosa stavamo parlando; il secondo facendolo parlare, ma poi dando contro e smontando ogni argomentazione che portava avanti e il terzo dovevamo ignorarlo completamente. La prima persona, che era una ragazza molto timida, si è sentita subito parte del gruppo ed è riuscita a parlare e a discutere con gli altri; la seconda, nonostante avesse un carattere più aperto, dopo aver provato un paio di volte a parlare, e dopo essere stata sempre zittita malamente, aveva desistito ed era stata zitta in disparte; l’ultimo invece, dopo aver capito di cosa si stava parlando, ha provato con ogni mezzo (addirittura alzandosi in piedi in mezzo al cerchio) a parlare con noi, che però l’abbiamo ignorato completamente. Morale della favola?! Non sappiamo quale accoglienza riceveremo nel Paese in cui andremo, ma in ogni caso dovremo reagire attivamente facendo di tutto per essere considerati (e non come ha fatto la seconda ragazza, che ha lasciato perdere)! 
·      In una piccola cittadina il sindaco decide di dare uno spazio inutilizzato, vicino al centro commerciale, alla comunità di mussulmani che ormai da anni abita la città, per permettere a loro di costruirvi una moschea. La cosa suscita grandi polemiche e si decide di indire un’assemblea cittadina: ognuno di noi è un personaggio (le volontarie ci hanno distribuito i bigliettini con i ruoli) e deve agire in modo coerente a se stesso durante quest’assemblea che si terrà fra cinque minuti. Abbiamo avuto tempo per prepararci e poi…via libera alla discussione! 
È stato molto divertente e interessante vedere le innumerevoli posizioni che ci potevano essere sull’argomento, la cosa più buffa di tutte però è stato interpretare l’intransigente, ovvero un integralista cattolico, estremamente razzista deciso a rimandare a casa tutti i mussulmani, infatti è un ruolo molto lontano dalla mia idea e dal mio modo di agire. È stato bello mettersi in gioco e fare un ruolo con cui non sono d’accordo! 
Ora era ormai l’una e siamo andati a sistemarci per il pranzo, abbiamo sistemato le borse e poi abbiamo apparecchiato per mangiare: penne al pesto e fragole con panna!! Gnammm!! Mi mancheranno i cibi italiani…troppo troppissimo!!
Comunque, verso le 14.30, dopo le solite chiacchiere dopo i pasti, siamo tornati nella sala comune per le ultime attività di questo fantastico weekend di orientation!!
·      Le volontarie ci hanno chiesto di disegnare delle curve che rappresentassero l’andamento dei nostri rapporti o dei nostri livelli di apprendimento in vari ambienti: a scuola, in famiglia e con amici (e fidanzati)…le mie curve erano tutte piuttosto drastiche, nel senso che nell’ultimo anno ho avuto diversi alti (molto alti) e bassi (estremamente bassi), per questo mi sono subito offerta volontaria per spiegare i mie grafici agli altri.
  
 A questo punto le volontarie ci hanno mostrato un grafico, che è l’andamento classico del nostro soggiorno all’estero…si chiama curva di ADATTAMENTO, ed è più o meno così…

Spiegazione:
Posizione A: decidiamo di iscriverci ad Intercultura, facciamo le selezioni e veniamo presi.
Posizione B: iniziamo a seguire i corsi pre-partenza e a crearci un sacco di aspettative su come sarà la nostra esperienza!! Il grafico sale sempre più in alto e ha il culmine il giorno della partenza!
Posizione C: primo Affaticamento Culturale, le aspettative vengono perlopiù deluse, facciamo fatica con la lingua e ad inserirci nei vari gruppi.
Posizione D: Ambientamento, iniziamo a capire meglio la lingua, iniziamo a fare qualche conoscenza e amicizia, ci sappiamo orientare meglio nelle varie situazioni.
Posizione E: secondo Affaticamento Culturale, ci sentiamo estremamente soli, cominciamo ad sentire la mancanza dei nostri amici e parenti e sentiamo la necessità di avere amicizie più profonde (nel paese in cui ci troviamo) con cui parlare e divertirsi, ci accorgiamo che la lingua ha tante difficoltà e sfumature nascoste e non riusciamo ancora bene a esprimere esattamente quello che volevamo dire.
Posizione F: Adattamento, questo è il punto dell’Integrazione completa, riusciamo ad avere amicizie più profonde e un rapporto più intimo con la famiglia ospitante, la lingua ormai la padroneggiamo abbastanza bene e siamo in grado di comunicare tutti i nostri pensieri e discorsi.
Punto G: il Rientro, è un altro picco basso, in quanto dobbiamo lasciare tutto quello che è la nostra vita lì e tornare a casa, riambientarci in Italia, ricostruire rapporti lasciati a metà e cercare di far capire ai tuoi amici che non sei più la stessa persona che è partita.
Punto H: ci si Riabitua e Reinserisce nel proprio ambiente, si metabolizza totalmente l’esperienza vissuta e se ne fa tesoro, un’esperienza che ti ha cambiato la vita.
Questa curva generale però non è legge, anzi, è solo uno studio statistico, va combinata con quelle che abbiamo disegnato noi sui nostri fogli, infatti ognuno di noi è diverso e per questo reagirà e vivrà la cosa in modo diverso!
·     Le volontarie hanno appeso un grande cartellone con due disegni, una botte e un freezer e ci hanno chiesto:“Quando partirete cosa vorreste mettere nel freezer, e cioè congelare, per ritrovarlo esattamente com’era quando siete partiti? E cosa nella botte, e quindi a fermentare, per trovarlo modificato e cresciuto quando tornerete?!” Noi siamo partiti supercarichi elencando le varie cose, e le volontarie le hanno scritte tutte sui post-it e appiccicate dove noi gli indicavamo….ma… “Bene ragazzi, questo è quello che vorreste congelare e questo quello che vorreste lasciare fermentare….peccato che” stacca tutti i post-it “il freezer e la botte non esistano…anche perché quando tornerete sarete cambiati voi e ringrazierete che le cose non sono rimaste come prima!”





Questa era l’ultima attività che abbiamo fatto, dopo ci siamo salutati, scambiati i numeri e i sogni, le aspettative e le impressioni per quest’uscita e poi abbiamo fatto….tante tantissime chiacchiere!! 
Prima di andare però le volontarie ci hanno consegnato un foglio con le 5 regole fondamentali di Intercultura, cioè quelle cinque cose che sei fatte durante l’esperienza all’estero comportano il rimpatrio immediato! Queste sono:
1.     Non si guida! (nessuno veicolo a motore, né il motorino, né la macchina –neanche se la legge del paese ospitante lo consente-, nemmeno il taglia erba nel giardino di casa).
2.     Non si fa l’autostop!
3.     Non si usano sostanza stupefacenti! (nemmeno se sono legali nel paese ospitante. In questa regola è compreso anche il discorso del bere alcolici: è concesso il consumo di queste bevande solo nei paesi che lo consentono, ma ovviamente è consigliato farlo in modo consapevole e moderato, in pratica non puoi tornare a casa alle 3.00 ubriaco fradicio!!).
4.     Si rispettano le leggi del paese ospitante!
5.     Non si viaggia da soli! (inteso come viaggi lunghi e senza nessun accompagnatore-nemmeno la famiglia ospitante-, possono essere fatte delle eccezioni solo se viene fatta una richiesta con largo anticipo e solo per casi particolari!)
E così alle 18.00, dopo un passaggio datomi da Giulia, una volontaria di Ravenna (che avevo conosciuto durante i colloqui delle selezioni), mi sono trovata a casa, e mi è successo, come sempre quando torno a casa da un viaggio o da un hike (uscita scout), di stupirmi della normalità di tutti i giorni, di come le cose siano sempre le stesse e io sempre diversa

E così si è concluso il week end dell'Orientation!! E quindi anche questo blog,
a prestissimo!!
Fennec Curioso 

domenica 10 maggio 2015

Orientation 1-AFS week end (part.1)!

Ciao a tutti!!
Come va?! Io bene, a parte il fatto che mancano circa venti giorni alla fine della scuola e noi abbiamo ancora da fare un cosa come 25 verifiche e 30 interrogazioni!! (Secondo me i prof. si son messi d'accordo per farci morire tutti!! E' una congiura!!)
Questo vuol dire che ho davvero pochissimo tempo libero (considerando che devo prepararmi anche per il saggio di chitarra e per la dimostrazione di danza contemporanea!!), perciò probabilmente scriverò un po' meno sul blog.
In previsione di questo ho deciso, siccome per domani non abbiamo troppi compiti, di cogliere l'occasione al volo e scrivere prima della fine della scuola almeno il primo post sull'Orientation (ovvero sui corsi pre-partenza!).
N. B.: Siccome veniva una cosa lunghissima, ho deciso di dividere il post in due (uno per ogni giornata) e di pubblicarli divisi.


ATTENTION!
Se siete futuri exchange student o avete intenzione di diventarlo probabilmente farete anche voi questi incontri e altrettanto probabilmente farete delle attività e dei giochini molto simili a quelli che ho fatto io. Quindi, siccome molte di queste attività cono di logica o comunque servono per comprendere la vostra personalità, vi consiglio di non leggere le parti dove ne parlerò: non rovinatevi la sorpresa!!




Il 25 e il 26 aprile scorso si è tenuto, a Borello (vicino a Bora Alta, in provincia di Cesena), il primo incontro di formazione di AFS, che coinvolgeva i ragazzi dei centri locali di Ravenna e Forlì-Cesena (eravamo una ventina in tutto!).

Sabato sono quindi partita con i miei, subito dopo mangiato, per arrivare a Borello alle 14.30, ero tipo mega esaltata!! Ero proprio emozionatissima!! Non tanto perché avrei dovuto dormire fuori casa (già fatto un sacco di volte) o perché avevo paura di aver dimenticato qualcosa (gli scout mi hanno insegnato tanto!!), ma perché...non sapevo cosa aspettarmi! Per la prima volta in tutta la mia vita stavo andando ad un incontro al buio...


Appena arrivata mi sono registrata (consegnare moduli e quota), ho salutato i miei (loro sono andati giù, nel paese vicino, a fare un incontro con i volontari più anziani e con gli altri genitori- mi hanno poi raccontato che è una riunione volta più che altro a rispondere ai dubbi e alle domande dei genitori stessi) e sono salita al secondo piano dove c'erano le camere, già piene di ragazze e ragazzi  che stavano chiacchierando fra loro. Ho appoggiato le mie cose e mi sono messa a fare conoscenza...sorprendentemente non è stato affatto difficile, infatti mi sono subito accorta che, nonostante venissimo da città diverse, scuole diverse, famiglie diverse con abitudini e idee diverse, eravamo tutti accomunati da una cosa: la ricerca di qualcosa che ci manca, di quel piccolo pezzo di puzzle che possiamo trovare solo andando oltre l'orizzonte che abbiamo sempre visto in lontananza, insomma la voglia di partire! Finalmente, dopo più di un mese, ho trovato delle persone che mi possono capire, che comprendono le notte insonni, i viaggi mentali, le paure, le aspettative, che comprendono tutto, perché siamo tutti nella stessa situazione, sulla stessa barca.

Quando siamo arrivati tutti, più o meno sulle tre, siamo scesi in cortile e ci siamo seduti in cerchio: ready to start! Per prima cosa si sono presentate le volontarie che ci avrebbero accompagnato per quei due giorni, mi sono sembrate tutte molto simpatiche e disponibili! Inoltre ognuna di loro aveva una storia da raccontare: chi era stata in Honduras per un anno, chi aveva pattinato assieme ai Lettoni, chi aveva ospitato tanti ragazzi stranieri qui in Italia e conosciuto Intercultura grazie alla scuola dove andavano le sue figlie...wow, già si sentiva la grandezza e la potenza sconvolgente che gli scambi tra persone di Paesi diversi possono causare!!

Ecco il mio "bellissimo" polipo!!






Conosciute le nostre animatrici eravamo pronti per il primo passo: presentarci e conoscerci meglio!
A questo scopo abbiamo fatto un gioco abbastanza conosciuto, il gioco dell'io-pesce, cioè ognuno di noi doveva rappresentare se stesso, quindi con qualità e caratteristiche ben precise, sotto forma di pesce (o comunque animale marino).....io mi sono disegnata come polipo!! Perché?! Perché un polipo ha tante “braccia” con cui può fare tante cose, proprio come me, che mi impegno e mi organizzo per riuscire a fare sempre un sacco di cose (scuola, scout, chitarra, danza, amici, famiglia, ecc.). D'altra parte però ciascun tentacolo è diverso e staccato dagli altri, infatti io spesso indosso una maschera a seconda della situazione in cui mi trovo e cambio, divento diversa, in base ai vari ambienti e alle varie attività che svolgo, solo con alcuni (oppure solo dopo un po' di tempo) riesco ad essere davvero me stessa!
Poi sullo sfondo ho messo un libro, perché amo leggere, come avrete capito anche dalle duecentomila citazioni che faccio ogni volta!! Per me la lettura è amica, compagna, consigliera, luogo di conforto e abbraccio nella solitudine.
E poi, non potevano mancare un po' di note musicali, la musica è una di quelle cose che è sempre stata nella mia vita (ho quasi sempre suonato uno strumento, facevo parte di un coro, ho fatto anche danza classica, ho preso parte a piccoli musical o spettacoli organizzati a scuola o agli scout) e ci sarà per sempre...

Finito il giro, dove ognuno si descriveva parlando del suo pesce, ci hanno mostrato un cartellone che raffigurava un acquario che poi, attraverso un fiume, sfociava in mare con una grande cascata. E ci hanno detto: “Questa è una metafora per simboleggiare il percorso che andrete a fare, prima si è molto attaccati alla propria casa/vita (acquario); poi si inizia a realizzare che ci può essere qualcosa di più fuori e si inizia ad uscire, ci si informa si partecipa al concorso di AFS (fiume); infine si fa il salto: si parte (la cascata) e si arriva nel mondo (mare). Però questo percorso avviene in modi e tempi diversi per ciascuno di voi, quindi, adesso, dove vi sentite di essere?!”
Che domanda, che domanda!?! Nella cascata! Io sono assolutamente nella cascata: sto facendo un'enorme salto verso il futuro!
“Quando avete deciso, potete venire qui e attaccare il vostro pesce nel luogo che ritenete più opportuno.”
Detto fatto, ci siamo alzati vociando, solita magnificenza nel fare la fila tipica degli italiani, e siamo andati ad attaccare le nostre opere d'arte, un astrattismo da far invidia a Picasso, nel cartellone.

Quando ci siamo seduti nuovamente ognuno al proprio posto ci hanno consegnato tre post-it ciascuno e ci hanno chiesto di pensare a tre parole (nomi, aggettivi, qualità, sport, ecc.) con cui ci descriveremmo per poi scriverli nei foglietti....Qui ho voluto strafare, la mia natura di classicista è venuta alla luce!! Dico così perché ho scritto Fennec, Puzzle e Mitologia, tre cose piuttosto insolite ed enigmatiche. In realtà si spiegano tutte piuttosto facilmente infatti Fennec, come ben sapete, è il mio totem scout; Puzzle, l'ho scritto perché l'estate scorsa la mia migliore amica mi ha regalato una collana con un pezzetto di puzzle con sopra inciso il suo soprannome, mentre lei ne ha uno con il mio (tra l'altro i due pezzi si incastrano per davvero e ogni volta che dobbiamo mostrarlo a qualcuno ci ingarbugliamo sempre coi capelli!! ahaha scene epiche!!); Mitologia, perché le storie e le leggende degli antichi mi affascinano e mi appassionano moltissimo!
Comunque scritti i post-it ci hanno chiesto di attaccarli in un cartellone, nella parte che ritenevamo più appropriata: infatti il cartellone era diviso in varie sezioni, Psicologia, Attività e Passatempi, Aspetto fisico, Famiglia. Io li ho messi tutti in Psicologia, non sapevo dove altro metterli!!

Tutto ciò per cosa?! Per farci riflettere sul concetto di identità e di Io e su come abitualmente ci presentiamo noi. Infatti dal cartellone si poteva notare chiaramente che la sezione più piena era quella di Psicologia e Famiglia, per noi Occidentali infatti ciò che ci caratterizza, che ci rende diversi da tutti gli altri è il nostro essere noi stessi (questo modello di pensiero viene definito Io indipendente). Questa stessa attività però, fatta in un altro paese, avrebbe dato risultati completamente diversi, soprattutto se questo fosse stato un paese Orientale. Lì infatti l'identità di una persona è in stretta correlazione con ciò che la circonda: la famiglia, la scuola che frequenta, dove lavora, gli amici....(modello di Io Interdipendente).

E cosa serve tutto questo a noi?! Bhe' innanzitutto è estremamente interessante e istruttivo, fa comprendere meglio la struttura e la mentalità di certe culture. Poi, per quelli che vogliono le cose pratiche, ci serve per renderci conto che è importante anche il modo in cui ci presentiamo e ci poniamo rispetto agli altri, anche quello è impregnato e carico della nostra cultura, quindi andando in un Paese diverso dovremo prestare molta attenzione a come gli altri si presentano per poter fare lo stesso, facendo come siamo abituati a fare potremmo creare incomprensioni o passare per perone maleducate!

Ora che ci conoscevamo un po' di più e che stavamo iniziando a capire come funzionavano le cose e che genere di giochi avremmo fatto, siamo potuti entrare nel vivo delle attività! Infatti tutte quelle che abbiamo fatto da questo momento in poi si possono raggruppare per argomenti e quindi ve le presento già divise perché così è più facile orientarsi....

1) Stereotipi e pregiudizi
·      Le volontarie ci hanno distribuito e letto una scheda riguardante le usanze e le abitudini di uno strano popolo: i Kyanee! Durante la lettura del brano tutti siamo rimasti colpiti e un po' scioccati dai comportamenti di questa tribù, ci parevano assurdi e insensati, quasi disumani......leggete anche voi e ditemi se non sono assurdi certi comportamenti?!
Rituali del corpo presso i KYANEE
[…] Le credenze e le pratiche magiche dei Kyanee presentano degli aspetti così insoliti, che è meglio descriverle come esempio degli estremi ai quali può arrivare il comportamento umano. La cultura di questo popolo è ancora scarsamente compresa, si sa poco della loro origine, anche se la tradizione vuole che siano arrivati dall'est. In questa società, una parte considerevole del giorno è spesa nell'attività rituale.
I1 centro di questa attività è il corpo umano, il cui aspetto e salute appare come l'interesse dominante nel carattere particolare della popolazione. La credenza principale, che sta alla base dell’intero sistema, sembra essere quella che il corpo umano sia brutto, sgradevole e che la sua tendenza naturale sia verso la debolezza e la malattia. Prigioniero di un corpo tale, la sola speranza dell'uomo è allontanare queste caratteristiche con l'uso delle potenti influenze del rituale e della cerimonia. Ogni famiglia ha uno o più templi dedicati a questo scopo.
La maggior parte delle case sono di canne ricoperte di fango, ma le stanze per il tempio dei ricchi sono murate con pietre. Anche se ogni famiglia ha almeno uno di questi templi, i rituali associati ad esso non sono cerimonie familiari, bensì private e segrete (1). I riti sono di norma discussi solo con i bambini e, comunque, solo nel periodo in cui essi vengono iniziati a questi mestieri.
Lo spazio più importante del tempio è una scatola o scrigno incorporato nel muro (2). Qui sono contenuti le pozioni magiche e i molti amuleti, senza i quali 'nessun nativo crede di riuscire a vivere. Questi preparati sono garantiti da una quantità di professionisti specializzati. I più potenti tra loro sono gli sciamani, la cui assistenza deve essere ricompensata con ricchi doni.
Nella gerarchia dei professionisti della magia, il posto più prestigioso dopo gli sciamani è occupato da specialisti il cui compito è meglio tradotto come “Uomini della bocca sacra"(3). I Kyanee hanno un orrore quasi patologico della bocca ma, allo stesso tempo, ne subiscono il fascino: essi ritengono che la condizione della bocca abbia influenze sovrannaturali su tutte le relazioni sociali.
Il rito della bocca è incluso nel rituale giornaliero del corpo, che tutti eseguono. Nonostante che questa gente sia così meticolosa per la cura della bocca, questo rito colpisce il non iniziato che lo ritiene rivoltante. Infatti, consiste nell'infilare in bocca un rotolino di peli di maiale insieme ad alcune polveri magiche e quindi di muoverlo con una serie di gesti formali (4). […]

Si potrebbero riscontrare (nei comportamenti dei Kyanee) chiare tendenze masochistiche. Il professor Linton si riallacciava a questo per descrivere un altro rito corporale quotidiano, praticato solo dagli uomini: essi, infatti, grattano e lacerano la superficie della faccia con uno strumento affilato (5). Le donne invece seguono quattro volte durante ogni mese lunare altri riti che se non sono pari a quelli maschili in frequenza lo sono per le barbarie: parte di queste cerimonie prevede che le donne cuociano le loro teste in piccoli forni per circa un'ora (6).

Gli sciamani hanno un imponente tempio, detto "eladepso" in ogni comunità a prescindere dalla dimensioni di quest'ultima. Le cerimonie più complesse richieste per curare i pazienti molto malati sono svolte solo in questo tempio. Tali cerimonie comprendono non solo il taumaturgo ma anche un gruppo fisso di vergini vestali, che si spostano tranquillamente nelle stanze del tempio con un costume caratteristico ed un copricapo. (7) […]
Resta un altro tipo di professionista noto come "Colui che Ascolta". Questo stregone ha il potere di esorcizzare i mali che si trovano nelle teste delle persone che sono state stregate. I Kyanee credono che le madri streghino i propri figli, mentre insegnano loro i segreti dei rituali corporali. La contro-magia dello stregone è insolita e consiste nell'ascoltare il paziente, che gli racconta tutti i suoi problemi e le sue paure, iniziando dalle difficoltà che può ricordare più lontane nel tempo. (8)
In conclusione bisogna menzionare alcune pratiche che hanno la loro base nel senso estetico dei - nativi, ma che dipendono dall'invadente antipatia per il corpo naturale e le sue funzioni. Vi sono rituali per rendere la gente grassa magra e banchetti cerimoniali per rendere la gente magra grassa. […]
Il rapporto sessuale è un atto programmato e limitato a certe fasi lunari. Inoltre si fa uso di materiali magici per evitare la gravidanza. Il concepimento è effettivamente poco frequente. ' Quando una donna è in attesa di un figlio, essa si veste in modo da nascondere la sua condizione. Il parto ha luogo in segreto senza parenti ed amici ad assistere e la maggior parte delle donne non allatta i propri figli.
La nostra recensione della vita rituale dei Kyanee li ha certamente rivelati come una popolazione dominata dalla magia

Bhe'...potete immaginare il nostro stupore quando ci hanno detto che....i Kyanee non esistono! Questo nome è l'anagramma di Yankee, che indica il classico americano, ed è un testo satirico e critico nei confronti dell'uomo moderno! C'è ci sono rimasta troooppo male! Credevo che si parlasse di una qualche tribù indigena strana o di un qualche popolo estinto, ma di noi?! Quel testo parla davvero di noi?! 



Ebbene sì, scritto con altre parole, ma in effetti, quelli siamo proprio noi. Con tutti i nostri bei difetti spiattellati apertamente. Questa è stata una delle attività che mi è piaciuta di più perché mi ha fatto pensare e riflettere davvero un sacco....alla fine, per quanto uno possa essere una brava persona, che rispetta le leggi, che va bene a scuola, che si comporta secondo una morale laica universale,....non riuscirà mai a liberarsi da giudizi e pregiudizi!
Per aiutarvi a comprendere meglio la metafora del testo sui Kyanee ho inserito alcuni numeri per spiegare cosa viene descritto in quel paragrafo:
(1) i “templi” sono i bagni, noi infatti ne abbiamo uno o più in casa, e quello che facciamo in bagno sono “rituali associati ad esso non sono cerimonie familiari, bensì private e segrete”.
(2) la “scatola o scrigno incorporato nel muro” è la cassaforte che contiene denaro o oggetti preziosi, ovvero “le pozioni magiche e i molti amuleti, senza i quali 'nessun nativo crede di riuscire a vivere”.
(3) Gli “Uomini della bocca sacra" sono comunissimi dentisti.
(4) E il riti legati alla cura della bocca, ovvero l’uso di spazzolino “rotolino di peli di maiale” e dentifricio “ insieme ad alcune polveri magiche”, consistono nel mettere questi oggetti in bocca “di muoverlo con una serie di gesti formali”.
(5) Invece lo strano comportamento degli uomini, “essi, infatti, grattano e lacerano la superficie della faccia con uno strumento affilato”, è in realtà perfettamente normale: è la descrizione di quello che accade quando uno si fa la barba!
(6) Sulle donne invece sappiamo che “seguono quattro volte durante ogni mese lunare altri riti che se non sono pari a quelli maschili in frequenza lo sono per le barbarie: parte di queste cerimonie prevede che le donne cuociano le loro teste in piccoli forni per circa un'ora”, in pratica vanno dal parrucchiere!!
(7) Poi il tempio più importante, “l’ eladepso”, è in realtà un comunissimo ospedale! E le complesse cerimonie svolte qui, sono semplici operazioni chirurgiche: quindi il “taumeturgo” è il medico, mentre le “vergini vestali, che si spostano tranquillamente nelle stanze del tempio con un costume caratteristico ed un copricaposono le infermiere.

(8) “Colui che ascolta” è ovviamente lo psicologo, che usa la memoria remota per cercare di comprendere l’origine di certe tue paure o di tuoi particolari comportamenti.

·      Dopo questo abbiamo fatto il classico gioco dei mimi: ci siamo divisi in gruppetti da tre persone ciascuno e poi dovevamo mimare il paese, il popolo, la cultura, che ci suggerivano le volontarie...
Solo che, più andavamo avanti nel gioco, più ci rendevamo conto di quanto le nostre conoscenze su popoli o Stati anche molto vicini a noi (ad esempio il popolo Rom oppure Stati come la Francia) si basassero sugli stereotipi classici: gli zingari rubano i bambini e appiccano incendi, in Francia c'è la Tour Eifell, ecc.


Ormai era pomeriggio inoltrato e noi eravamo piuttosto stanchi, perciò abbiamo fatto una piccola pausa...questo significava MERENDA!!!! C'erano un sacco di torte buonissime portate da mamme, nonne, zie...che bello!! Ovviamente abbiamo anche colto l'occasione per parlare un po' delle attività svolte o per fare domande alle volontarie che avevano fatto esperienze all'estero.
Intanto che ci riposavamo hanno anche colto l'occasione per consegnarci le magliette del centro locale (che sono davvero fighissime!!) e il braccialetto azzurro di Intercultura (sììì!! Siamo tutti “Braccialetti blu” adesso!!- con riferimenti del tutto casuale alla fiction “Braccialetti Rossi”, ovviamente).
 







Dopo la pausa siamo partiti più carichi di prima per l'ultima attività del pomeriggio....

·      Le animatrici ci hanno posto davanti ad un dilemma: il mondo sta per finire e possiamo salvare solo 7 persone tra le 11 proposte portandole con noi su una navicella spaziale. I personaggi erano simboli di determinate categorie sociali come per esempio la prostituta, l'architetto, la cuoca, la dottoressa, il musicista gay, il no-global, il ragazzo col fucile, la sedicenne incinta, il prete, il falegname ceco, l’atleta... Quindi per votazione, dopo numerose discussioni, abbiamo scelto l'equipaggio della navicella da cui nascerà una nuova civiltà. Purtroppo però, volenti o nolenti, le nostre decisioni erano dettate dalle poche informazioni che avevamo sui vari personaggi...quanti di noi si erano presi la briga di chiedersi se c'era di più oltre la loro semplice appartenenza ad una categoria?! In ogni caso alla fine qualcosa c'era, anzi un bel po' più di qualcosa...ognuna di quelle persone aveva una vera identità completamente diversa da come l'avevamo immaginata noi!! No, mi dispiace, non sarò io a svelarvele....che gusto c'è altrimenti?!?! (comunque purtroppo io la struttura del gioco la conoscevo già, infatti è una delle attività che abbiamo fatto durante i corsi mattutini di inglese che abbiamo fatto mentre eravamo a Malta con la scuola...ops...).


E così si sono concluse le attività pomeridiane (e con queste anche l'argomento “pregiudizi e stereotipi”) e siamo andati nelle nostre stanze a sistemarci un po' meglio con letti. Poi siamo tornati di sotto per preparare la cena o apparecchiare la tavola, oppure solo per fare due chiacchiere e stare tutti insieme....Siccome c'è una ragazza, Sonia, che frequenta l'Istituto Alberghiero a Cervia, l'abbiamo molto volentieri lasciato cucinare le cotolette, mentre una preparatissima squadra impanava e preparava le fettine di carne in stile “catena di montaggio”. Io non ho svolto nessuna di queste mansioni, però, io ho avuto l'arduo compito di....lavare l'insalata!! In realtà è stato molto divertente e mi ha permesso di conoscere meglio Emma, anche lei addetta al lavaggio verdure, che m'intrigava moltissimo siccome ha scelto un programma annuale in Cina!! Ragazzi ma ci pensate?! Con una cultura così tanto diversa?! Che bello!! Dev'essere un'esperienza fantastica!! Però anche, che paura!! Ci vuole un gran coraggio, davvero!

Dopo questa buonissima cena e dopo un'ulteriore break, più o meno sulle nove, ci siamo incontrati nuovamente di sotto, nella sala grande, abbiamo messo tutti i tavoli da un lato e....“Ragazzi questa sera non faremo attività strettamente formative e necessarie per la vostra esperienza all'estero, ma vogliamo semplicemente divertirci tutti insieme e fare dei giochi. La cosa è strutturata come una gara, vi dividerete in tre squadre e vi scontrerete...all'ultimo sangue!!”
Io a dir la verità non ne avevo molta voglia perché la sveglia alle otto di mattina (mia sorella doveva andare ad un'uscita scout e, ovviamente, si è messa a strillare per tutta al casa perché non trovava questo o quello!!) e le varie emozioni della giornata mi avevano stancata parecchio, però sentita la consegna del primo giochino...non stavo più nella pelle!!

Intanto abbiamo composto le tre squadre (con l'infallibile metodo della numerazione!! ahaha): le tigri della Malesia, i braccialetti blu e....gli unici, i soli, i mitici 3 al quadrato!! Indovinate in quale squadra ero?! Come se non fosse già abbastanza chiaro!! Comunque il nome l'abbiamo scelto perché eravamo in nove, no niente motivi mistici o da secchioni, mi dispiace...






Ora che le squadre erano formate la sfida poteva avere inizio!!

·      Gioco 1: Disegnare la penisola italica con la divisione delle varie regioni….a questa richiesa ci siamo guardati negli occhi spiazzati: in realtà non conoscevamo così bene come pensavamo il nostro Paese!! Comunque alla fine abbiamo fatto una forma alla bell’e meglio, classico stivale, e una pseudo divisione in regioni….rullo di tamburi….la nostra era la più ACCURATA!!! Pensate a com’era quella degli altri!! Ahaah!! Comunque il gioco non era ancora finito infatti ci hanno letto ventuno nomi di monumenti, personaggi importanti, cibi o altro, ognuno da far corrispondere ad una regione…qui eravamo un po’ più tranquilli infatti sapevamo la maggior parte delle risposte!!!  
·      Gioco 2: Passarsi una carta (di quelle da gioco, tipo per Scala quaranta) tra i vari componenti del gruppo usando solo la bocca: bisognava aspirare la carta in modo che si appiccicasse alla propria bocca e poi appoggiarla sulla bocca del compagno a fianco e soffiare lievemente mentre l’altro iniziava ad aspirare…insomma un bel casino, anche perché la carta cadeva spesso e baci a stampo o sputacchiamenti vari erano nella norma (per fortuna a me non è capitato, anche perché la carta mi cadeva molto prima di arrivare alla ragazza che avevo accanto!!). Comunque, alla fine, non si sa bene come, siamo riusciti a far fare alla carta un intero giro dei componenti del nostro gruppo!
·      Gioco 3: Rispondere a delle domande per alzata di mano, un portavoce a gruppo. Erano domande di carattere generale, ma si focalizzavano soprattutto su paesi e tradizioni varie. Due domande mi hanno fatta sentire un sacco ignorante: quando hanno chiesto cosa significa la sigla AFS, che è il nome internazionale di Intercultura, -non lo sapevo assolutamente!?! Alla fine ho scoperto che vuol dire “American Field Service”, cioè Servizio Americano di Campeggiatori, infatti è nato durante le guerre mondiali e serviva per fare campi di accoglienza per i messaggeri che si spostavano o che arrivavano negli USA- e quando hanno chiesto di scrivere 50 stati degli Stati Uniti-anche in questo caso io ne sapevo a mala pena una decina…che brutta roba!! Va bhe’ che ho sempre ho odiato la geografia, troppi nomi e dati statistici da ricordare!!- Per fortuna gli altri del gruppo sapevano rispondere, quindi anche con le domande ce la siamo cavata alla grande!!
·      Gioco 4: Disegnare delle cose su un foglio in modo da far indovinare delle parole, date dai volontari, al resto dei compagni di squadra! Anche questo gioco è stato molto divertente e  mi ha anche fatto riflettere sulle diverse concezioni che abbiamo noi di una cosa, vedendo anche i diversi oggetti che venivano disegnati per far indovinare la parola!
·      Gioco 5: Avevamo una serie di foto e dovevamo indovinare da quale paese venivano, sapevamo solo una cosa: erano tutti paesi che offrono il Programma Scambi di Intercultura. Anche qui è stato molto strano, perché alcune foto che ci sembravano di paesi caldi, corrispondevano magari a paesi più a Nord, mentre per esempio quella di un lago con paesaggi ghiacciati era stata scattata nel Sud dell’Argentina!! Comunque ce la siamo cavata più o meno bene anche in questa sfida!
·       Gioco 6: Ogni squadra era ordinata in file verticali e doveva trasportare le penne (tipo di pasta) che aveva dal fondo della fila fino all’inizio, dove c’era una sedia dove poter appoggiare le penne. Ma il problema era il COME tutto ciò doveva essere fatto, ovvero con uno spaghetto tenuto in bocca, ci si doveva passare così la penna, facendola scivolare da uno spaghetto all’altro…in questa sfida abbiamo perso miseramente…perché siamo riusciti a capire solo verso la fine qual’era la tecnica adatta!

Nonostante quest’ultima caduta finale, abbiamo però guadagnato un buon punteggio che ci ha permesso….di vincere!! (Non che a me importi particolarmente, ovviamente, l’importante è partecipare!!)
Il mio gruppo ed io (sono quella di spalle con la maglia a righe)!


Finiti i giochi della serata ci siamo dati la buona notte poi chi voleva restare lì a chiacchierare e a parlare dell’esperienza che vivremo tra poco o a fare domande su quella vissuta dalle volontarie poteva farlo tranquillamente, invece per chi era completamente esausto e distrutto, come la sottoscritta, era possibile andare nel tanto bramato letto!! (Non che non mi sia divertita, anzi, ma ero veramente stanchissima!! Faticavo quasi a tenere gli occhi aperti!!) Alla fine mi sono addormentata e devo dire che ho dormito anche bene, nel mio bel sacco a pelo!!
Come avrete capito è finita la prima giornata del weekend di AFS e quindi anche qesto post.
Perciò a prestissimo,
Fennec Curioso